NippoPill© Are you Bringing Prohibited Articles into Japan?

19 marzo.

Oggi da noi è la festa del papà. In Giappone no. In Giappone hanno la festa della primavera (è domani), la festa delle ragazze, la festa della mamma, dello sport, della cultura, del mare, il Compleanno dell’Imperatore (sì, proprio così, qui il compleanno dell’imperatore è festa nazionale). E hanno in effetti anche la festa del papà. Ma si festeggia la terza domenica di giugno, non oggi. Oggi molto più modestamente qui in Giappone si festeggia il mese di vita di questo blog. Con un kampai misurato, un po’ di sorpresa perché credevo davvero di restare sconosciuto a tutti per molto più tempo (vedasi primo post del 19.2) e soprattutto con un sincero grazie a tutti voi che leggete!!

Bene, detto questo ricomponiamoci, torniamo seri, che oggi ho da raccontarvi quanto segue.

La prima volta che ho messo piede in JPN è stato undici anni fa. Per i casi contorti della vita, non certo perché fossi mai stato un appassionato di alcunché del Sol Levante. Lo confesso! Per me il Giappone era soltanto Suzuka, il Gran Premio di Formula Uno che quand’ero bambino era sempre la penultima gara del mondiale vero (e l’ultima di quello falso, quello cioè che correvo io nel gioco di macchine del primo, verde, preistorico computer di famiglia). Suzuka insomma e nient’altro. Il che se ci pensate è un’onta gravissima e insieme una fortuna sfacciata. Un’onta perché avrò sempre, sempre, sempre un complesso di inferiorità (oltre che una sconfinata ammirazione) nei confronti di tutti gli appassionati di manga, anime, tankōbon, haiku, kanji, hiragana, katakana, zen, buddismo e quant’altro rende celebre nel mondo questa terra. Verso quelli di voi che magari sognano da anni di venire qui e non ci sono ancora mai stati mentre io, che prima non l’avevo mai sognato, ci sono capitato vergognosamente per caso… Ma anche una fortuna perché appunto, date le circostanze, sono arrivato qui assolutamente libero da preconcetti, aspettative, giudizi di parte che dir si voglia. Insomma, quel che vi racconto di questo popolo fantastico e insieme decisamente inverosimile è roba sincera e soprattutto non di parte. Che poi, si vede dai, ho finito per innamorarmici, di questo posto e di questa gente, mi piace anzi talmente tanto che mi posso anche permettere di giocarci un po’, di prenderlo in giro, questo Giappone e questi giapponesi, con tutta la bontà e l’ironia che vengono solo e soltanto dal cuore.

Ho già speso mezzo post in preamboli (ma erano doverosi, specialmente le righe qui sopra), non perdo altro tempo.

Mi avevano avvisato: la cosa che ti capiterà più di frequente in Giappone è di restare allibito. Preparati: succederà. Sempre. Ogni giorno. Quando meno te l’aspetti, dove meno te l’aspetti. E infatti non mi aspettavo che succedesse prima ancora di arrivarci. Sull’aereo, voglio dire.

Succede che prima o poi durante il volo ti passa vicino la hostess, ti guarda un attimo in faccia e se le sembri un occidentale ti allunga due fogli di carta. Il primo è bianco, lungo e stretto fate conto come un assegno, e si chiama “Disembarkation Card for Foreigner”. Il lato A è ancora abbastanza normale: ci devi scrivere il tuo nome, cognome, indirizzo, professione, recapito in Giappone, motivo della visita, durata della stessa (“years, months, days”, c’è proprio scritto così, bisogna essere piuttosto precisi). Il lato B è ben più curioso. Esordisce a bruciapelo: “Have you ever been deported from Japan?”. Oddio. Se è la prima volta che ci vai puoi ancora stare tranquillo, ma già ti vengono strani pensieri… succede così spesso che ti caccino via? Anche perché poi rincarano la dose: “Have you ever departed from Japan under a departure order?” Mamma mia. No, non mi hanno ancora mai espulso dal Giappone. E infine, a stretto giro: “Have you ever been denied entry to Japan?”, caspita, fammici almeno arrivare… comunque no, fino adesso non mi hanno mai negato l’ingresso, vediamo come va stavolta…

E comunque, per quanto inquietanti siano le domande, le risposte sono piuttosto semplici: NO NO NO, e sei a posto. Però non ve la cavate così: se anche non siete mai stati espulsi dal Giappone, ci sono comunque diverse altre cosucce che gli interessa sapere di voi. Tipo: “Have you ever been found guilty in a criminal case in Japan?”, va be’, questo è normale che lo vogliano sapere, per fortuna ancora no, “or in another country?“, caspitaccio, vanno proprio a caccia di tutto! Sentite poi la domanda successiva, anzi, godetevela in tutto il suo disarmante candore, “Do you personally have in your possession narcotics, marijuana, opium, or other drugs,” siete pronti? “swords (swords!!!!!!), explosives, or other such items?”. Dai, rileggetevi la frase, come si può anche solo commentare una frase del genere, mi vengono le lacrime agli occhi, ehi, senti un po’, giusto per sapere, non è che per caso hai con te della droga, esplosivi, magari una spada?

Torniamo seri. C’è un secondo foglietto, della stessa forma del primo, giallo stavolta, la “Declaration of Personal Effects and Unaccompanied Articles”. Una sorta di dichiarazione doganale. Come prima cosa ti invitano a riscrivere daccapo quanto hai appena scritto sul primo modulo, giusto per vedere se ti contraddici. E sia. Poi, con insospettabile nonchalance, iniziano a chiederti, gentili gentili, “are you bringing Prohibited Articles into Japan?” Così, quatti quatti, come fosse il tuo vicino di posto che ti dà una gomitata e dice sottovoce ehi, pss, ehi, tu… hai mica niente di proibito con te?, sai, sotto, nella stiva… io sì… io c’ho una spada! Ci penso a volte: che quell’invito a mettere tutto nero su bianco sia forse un’allusione a qualcosa tipo un condono nostrano in salsa di soia? O qualcosa di più… spirituale, una sorta di fulmine sulla via di Damasco, un pentimento-giusto-in-tempo del reo confesso? O la prospettiva velata, quasi ammiccante di un qualche beneficio giudiziario, magari uno sconto di pena… No, più probabilmente confidano sul logorio psicofisico delle dodici interminabili ore di volo, ma arriviamo o non arriviamo…ma quando arriviamo… basta, io non ne posso più… quasi quasi gli dico della spada… non ce la faccio più…

Torniamo seri. Siamo in fondo ancora sul lato A del foglietto giallo. Perché nel caso voi non abbiate presente che cosa sia proibito portare in Giappone (del tutto, o comunque oltre una certa quantità) c’è il lato B per rinfrescarvi la memoria, come vi ricorda peraltro un eloquente “Please refer to Side B” che trovate proprio prima che vi azzardiate a rispondere un qualsiasi YES o NO. Giusto che non vi sfugga, ecco. Che non venga fuori che non sapevate, oh, che sbadato, ma io non sapevo che tutto ciò era illegale, neanche per sogno, non esiste.

Ed eccoci. Sentite, a titolo di esempio, cosa ti chiedono di dirgli se stai importando in Giappone (e cosa dunque si aspettano che tu serenamente gli comunichi di avere con te, è questo il bello): narcotici (e va be’), marijuana (ancora) e sostanze stupefacenti in genere. E sia. “Banconote contraffatte” (sì!, ho il portafoglio strapieno di yen falsi!, e te lo vengo anche a dire…), oppure “alterate” (sì, in effetti a due o tre banconote ci ho aggiunto uno zero… così, magari qualcuno ci casca…) o, sentite un po’, “imitate” (quelle che ti piazzano ogni tanto per terra per farti credere di aver trovato cento Euro mentre invece è pubblicità???). Ancora: “armi”, e via con gli esempi: “pistole”, “revolver”, proiettili o parti di essi. Di nuovo gli esplosivi, aperta parentesi “dinamite” (dinamite!!! su un aereo!!). E poi “materiali per armi chimiche”. Me lo vedo proprio il terrorista che magari ci pensa un po’, e poi, ma sì, dai, e ticca, sereno e impassibile, YES.

E ancora, pistole ad aria compressa. Fucili da caccia. Spade (di nuovo, giusto nel caso tu ti sia dimenticato della spada). Tartarughe (e va be’). Muschio (?). Cactus (??). Ma poi… cobra!! Giuro!! E ancora coccodrilli!!! Ehi, tu, sì, dico a te… giusto per sapere, sai, non è che per caso hai… un cobra giù nella valigia? no?, bene, neanche un coccodrillo, spero, bene bene, no, era solo per ricordarti che nel caso… lo devi dichiarare, tutto qui…

Ditemi, se questo è il biglietto da visita, chi è che non si innamora di un paese così???

26 pensieri su “NippoPill© Are you Bringing Prohibited Articles into Japan?

  1. Pingback: NippoPill© Le 3.30 del mattino | Meglio tacere e passare per scemi che aprir bocca e togliere ogni dubbio

  2. Spero che il cactus tu non l’abbia nascosto tra la biancheria intima…
    Scherzi a parte un foglio simile ma meno dettagliato l’ho compilato per il Messico, il sombrero l’ho tenuto in testa e non mi hanno detto niente 😉

    • Certamente invece che l’ho nascosto lì.
      Tra la biancheria intima piegata dentro la valigia.
      Intendevi lì vero? 😉
      A dire il vero c’era un tizio a ripensarci ora un po’ sospetto che non si sedeva mai composto con la schiena diritta, ma sempre su un fianco… e poi sul’altro… e poi sulle ginocchia… e poi si alzava… e andava su e giù per il corridoio… e poi tornava al suo posto abbracciava lo schienale e si metteva a parlare con quello dietro (che ero io)… e mai che si mettesse buono a sedere… ecco perché…

  3. in Japan non ci sono mai stata, ma posso assicurarti che anche per entrare in USA ti fanno domande bizzarre, che vanno dai cactus alla marjuana, si vede che va di moda!!

  4. Banzai!! ecco tanto per non essere fuori tema.
    ho letto da un amico blogger che sarebbe stato interessante passare di qua, ed in effetti lo è. ma dimmi dimmi dimmi, cosa ci fai lì? intendo in japan.

  5. Ok.
    Stai attento.
    Perché io sono un appassionato di manga, anime e cultura Giapponese.
    Quindi, così per avvisarti, frequenterò molto spesso questo blog e potrai scambiarmi per uno stalker.
    Adoro anche le Japponesine…ma quelle carine con le loro fantastiche uniformi porno (anche se, ahimé, è notizia di questi giorni il loro pensionamento). Ma mi stanno simpatici anche i Jappolesi in generale… sisi, -lesi. Non è un errore di battitura. Sono tanto fantastici, quanto assurdi nella loro ipocrisia culturale.

    Ci vengo… ci vengo in Jappolandia. È solo questione di laurearmi ed avere 3 mesi liberi da dedicarci.
    Poi ti vengo a cercare, attento.

    Ps. Ma non è che con cobra intendevano un altro tipo di serpente? Sai, loro con le misure sono un po’ stretti e magari hanno invidia degli stalloni… if u know what i mean…
    Un saluto!

  6. Eccomi: leggo manga da 15 anni, avevo anche iniziato a studiacchiare giapponese quando ero adolescente, ho una quantità di roba giappo che non ti puoi immaginare; eppure in Giappone non ci sono mai stata. Quindi profondissima invidia per te che ci sei stato! XD

    • devi solo scegliere la stagione che ti piace di più…. il Giappone è qui che ti aspetta! Se sei una mangia-manga poi, ti piacerà ancora di più.
      Ehi, dico sul serio! Novembre o aprile. Decidi e poi dai un occhio al calendario 😉

  7. Oddio, sono morta dal ridere! Ora voglio andare in Giappone con un cactus e del muschio per vedere che mi fanno! Forse mi tagliano la mano con la spada del mio compagno di viaggio 😀

  8. Questa poi mi mancava! Be’, direi che specie se poi è tutto a posto, non è mica male l’idea. Quasi quasi anch’io… è che poi mi tocca restare sei mesi in Cina… 😉

  9. Bhè io quando sono andata in Cina, per poterci rimanere per 6 mesi ho dovuto farmi visitare! Giuro! In Cina per avere un certo tipo di visto devi sottoporti a visita medica. Mi hanno fatto un check up completo( sangue, lastre, udito, occhi, noduli, ecografia) e mi è costato meno che in Italia!:)

  10. Come Aster, posso testimoniare che anche per l’ingresso negli Stati Uniti è lo stesso (procedure aggiornate al 2012). A parte le questioni legate alla legalità e alla sicurezza (precedenti criminali, terroristici, associazioni a delinquere, prostituzione, armi, droga), devi dichiarare anche di non portare con te persino semi di piante e, se non ricordo male, di non essere stato a contatto con animali da fattoria subito prima di prendere il volo (…e ti sei pulito via il terriccio dalle scarpe?). Credo serva a proteggere l’ecosistema dall’ingresso e dalla diffusione di specie non autoctone.
    In Europa, grazie agli accordi di Schengen, siamo tutti una grande famiglia… tanto le varie specie, non essendoci oceani e mari in mezzo, possono saltare i confini da sé.

  11. Fantastiche anche le tue, specie quella degli attentati! E chissà quante altre schedine del genere ci sono in tutto il mondo, chissà! Anzi, se vieni a sapere di altre domandine curiose, fammi sapere che magari un giorno ci facciamo un altro post divertente 😉

  12. Magari con i cobra e i coccodrilli esagerano un po’, ma il questionario che dovevi compilare per andare negli Stati Uniti nel 2009 ti chiedeva se hai mai fatto parte di organizzazioni terroristiche o partecipato a manifestazioni/attentati etc.. Che io mi chiedo, se anche uno lo fosse, te lo verrebbe dire così senza problemi??? “Si guardi, avevo pianificato di far saltare per aria qualche palazzo in Italia, ma non essendoci riuscito vengo qui per vedere se mi va meglio!”. Sfido io a non lasciarlo entrare uno che ti dice così!

  13. è bellissima la festa della primavera, io sono nata in primavera e credo di avere qualcosa in comune con la fioritura dei ciliegi, sai questo spogliarsi ogni volta della vecchia pelle e rinascere, sempre sempre…

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