Abbiamo solo mezz’ora (1/2)

Il senatore Bechis non aveva mai visto una gallina. Arrivò puntuale, per le dieci. Nonostante il grosso cancello dell’allevamento fosse spalancato, l’autista dell’auto che lo precedeva scese, e suonò al campanello. Dei bambini comparvero, in lontananza. Ma nessuno pareva venire incontro al senatore. L’autista guardò l’orologio. Suonò di nuovo. Attese invano. Stizzito, si voltò verso…

Una musica allegra

Guarda, ascolta, senti. Guarda se muove il torace. Ascolta se respira. Senti se batte il suo cuore. Vedesti un uomo al supermercato. Un uomo vestito male che camminava a zig zag. Avresti detto che si era perso, o che voleva rubare. O forse era soltanto ubriaco. Lo seguisti.

Melodiche

Ho accostato. Ho attaccato le quattro frecce. E ho spento il motore. Il pezzo era appena finito. Avrei dovuto cambiare stazione. Non ce l’ho fatta. Il confine tra l’uomo e il vigliacco, in quei momenti, dove sta. Sergej Rachmaninov, ha detto una voce. Ah, però. Dalla sinfonia numero due in mi minore opera ventisette avete…

1. Rostro Marzio e un modico giornale

Buongiorno. Mi presento. Mi chiamo Rostro Marzio. Rostro è il cognome. Voi noterete che la mia firma è nuova per questo giornalino. E perciò io vorrei subito chiarire un aspetto. E insieme fissare con voi un rapporto di fiducia. Ci sono stati momenti difficili. Io vedevo che Loris Marziani scriveva sul giornale della Parrocchia. Che…

La effe sopra le righe

Benritrovati gente, occhio a quello che ora vi racconto e a cosa stavo per combinare l’altro giorno. Anche a voi piace il rumore delle dita che ticchettano sulla tastiera, vero? Che sennò mica blogghereste. O no. Anche a voi ogni tanto viene in mente la vecchia macchina da scrivere di vostra madre, di vostro nonno,…

Com’è andata poi quaggiù

L’aeroporto di Osaka. Sì, proprio lui, quello progettato da Renzo Piano (non vi dico il pizzico di orgoglio tutto italiano ogni volta che ci passo) e costruito sul mare. È collegato alla terraferma da un ponte di tre chilometri che qui non si vede e parte dall’angolino in basso a sinistra.

Cosa mi è tornato in mente lassù

Ragazzi, scrivervi da qui, dall’aereo voglio dire… quel rituale di alzarsi e clic, aprire lo sportello, cercare lo zaino, infilarci una mano in quella maniera studiata, lenta e pensosa… tastare qua e là, scovare la custodia, estrarla… e poi clang, richiudere lo sportello, sedersi… zip, ziiiip, zip la cerniera… e finalmente estrarne il computer… aprirlo……