E finalmente!

Ehilà gente,
sono due mesi che non vi racconto niente di me, ma dico, che fine avrà fatto questo qui vi chiederete, sparito?
Che poi, non si degna neanche più della fatica di scrivere, il buon Ian, che un post su tre c’è Marzio che scrive al posto suo, gli altri due son citazioni… batte la fiacca e se la cava con poco, il tipo.

Belli i tempi del Giappone, caspita, belli i tempi in cui postavo al ritmo di due, tre post a settimana. Devo essere arrivato anche a quattro.
Ora sono sugli uno a settimana, in genere il sabato e la domenica. Non che io li conti, eh? Ma che pensate. Io non conto. Non sto lì a fare i grafici, a guardare se sale o scende il trend. Per carità.

Stasera però, non so perché, mi è preso il ghiribizzo.

Belli i tempi del Giappone, dicevo, caspitissima, belli i tempi dell’inverno, non fai in tempo ad accorgerti che è finita la primavera che scoppia l’estate, no? dite di no? dite che non è ancora scoppiata? be’, aspettate due tre giorni… che sta cambiando decisamente la circolazione, bloccata da un mesetto a questa parte, freddo (freddo, insomma dai… aria fresca…) dalle nostre parti e ventotto gradi in Lapponia, dico, in Lapponia!, ma sapete dov’è la Lapponia, è un posto dove lo scorso anno in tutta l’estate hanno toccato i venti gradi la bellezza di due volte, due sole volte in tutta l’estate. E invece quest’anno hanno sfondato quota ventotto (ventotto!) prima ancora di metà giugno!
Parentesi, qualcuno di voi è mai stato in Lapponia? Mi dite, se sì, due o tre motivi per cui varrebbe la pena di passarci una settimana? Perché ho un contenzioso aperto con un amico al riguardo…

Belli insomma i tempi in cui avevo delle giornate intere per dedicarmi ai blog (il mio, i vostri). Ora quelle giornate non le ho più. Ora devo strappare il tempo a morsi, prenderne un po’ e spalmarlo di qua, prenderne dell’altro e spalmarlo di là… Per esempio: spesso leggo i vostri post alla cassa del supermercato. (Spesso scoppio pure a ridere, che scrivete dei post simpatici. Non so cosa pensano di me al negozio ma francamente…) Sono affetto da smartphonite? come mi dice qualcuno? Può darsi. Ma ditemi, il tempo perso alla cassa, è un tempo potenzialmente vuoto, no? Macché potenzialmente, è un tempo per definizione vuoto. Tant’è che prima delle casse ci mettono apposta quelle cosine, le cioccolatine, le caramelline, le stronzatine, proprio per beccarvi mentre siete pensierosi, mentre non state facendo niente… gli acquisti lampo, gli acquisti emotivi, la fila alla cassa è un momento pericolosissimo! E io allora mi difendo, anzi siete voi che mi difendete, voi e il vostro mondo brillante, il mondo di chi pensa, chi racconta, chi scrive e mi tiene fra l’altro lontano dagli acquisti d’impulso.
O la mattina. Altro momento pericolosissimo (tendo a ignorare sistematicamente gli avvertimenti della sveglia – ecco perché ne ho due), leggo spesso i vostri post in quei cinque minuti fra la prima sveglia, quella cosiddetta di avvertimento, e la seconda, quella seria, che ti costringe a cacciarti fuori dal letto.
Alla cassa, a letto, leggo per ricordarmi che ci siete. Che ci siamo! Leggo per tenere accesa la lampadina. Leggo perché siete l’altro mondo, il mondo che mi piace e mi tiene sveglio il cervello.

Oddio.
Non che quest’altro mondo, quello di ogni giorno, non mi piaccia o non mi tenga sveglio il cervello. No no, sono costretto a stare intellettualmente attivo anche di qua. Molto sveglio, molto attivo, ve l’assicuro.
Ma poi finisce che passi le giornate in apnea, dal mattino a tardo pomeriggio senza neanche avere il tempo di mangiare (e butti giù quel boccone che bontà tua hai dimenticato il giorno prima in un cassetto, bontà tua che dimentichi il cibo!!). E tra un boccone e l’altro rigorosamente in piedi via, di nuovo, che sei comunque indietro.

Bellissimo, però.
Le giornate che passano così.
Magari sempre. Difficili, a volte, sfibranti, che te le porti a letto la notte ma bellissimo.

È che a fine giornata (a fine apnea) arrivi mediamente provato. E dopo la spesa (e la cassa…) e ogni tanto una corsetta (zigzagando fra i temporali) e la cena e lavare sistemare riordinare preparare per la mattina dopo… fantastico, specie ora che fa buio tardi (e per fortuna che non esco quasi mai).
Ma poi?

Perché poi, finalmente, avrei voglia di voi. Dei vostri colori e delle vostre parole. Ma gli occhi già traballano. E leggere un libro ogni tanto? E scrivere un post (un posticino… ino ino…)? Ogni tanto? Perché poi, ancora, ‘sto diavoletto di cervello non sputa mica post a comando… sapete quante ore mi è costato un raccontino tipo Melodiche. Sembra facile. Caspiterina, se invece non lo è…

Bene.
A che pro tutto ciò?
Che era un bel po’ che non scrivevo un post così.
Di piacere.
Mi mancava un post senza senso, senza un vero perché, soltanto perché avevo la voglia di far sfogare le dita sulla tastiera, che da un po’ troppo tempo non fanno quello che sanno fare, quello che vogliono fare, quello che amano fare senza che ci sia per forza un perché.

 

44 pensieri su “E finalmente!

  1. Ci sono momenti in cui non c’è nulla di più noioso di un perché. Ci sono momenti in cui la vita va, le parole vanno, così, da sé. Ci sono momenti in cui sono sereno, leggerti è uno di quelli.

  2. L’Arigato finale. Ieri un professore mi ha chiesto di andare in Giappone con lui e vorrei davvero poterci andare.
    Anche io leggo a pezzi, o aspetto di avere abbastanza tempo per fare una full immersion. Scrivo, cancello, guardo ecc ecc.
    La città dei blogger, di quelli senza un vero volto ma che conosci molto meglio di tante altre persone. Strane cose.
    Comunque meglio la smartphonite che i kinder sorpresa alla cassa 😉

    • Ehi, adesso che so di non essere il solo mi sto scatenando… svuoto in fretta il carrello sul nastro e poi mi piazzo lì, in piedi orgoglioso col cellulare a sfogliare la mail e i post appena usciti… I blogger del supermercato, siamo.
      Ehilà, non capita mica ogni giorno che un prof… (un prof???) ti chieda di andare in Giappone… lavoro? Studio?

      • “I blogger del supermercato” è bellissimo. Dovremmo creare un clan haha a me capita di sfogliare qualche post in metropolitana o mentre aspetto qualcuno in macchina.
        Comunque studio, però devo trovare un modo per dirlo ai miei genitori e trovare i soldi per partire 😛

  3. Io devo ancora finire di leggere i tuoi post precedenti e fare la conoscenza del famoso (sembra) Rostro Marzio, per cui prenditela pure con calma ( si fa per dire! ) 🙂
    CIAOOOOOOOOOOOOO!!!

  4. Anche in questo post ritrovo più o meno esattamente la mia identica situazione. Ormai leggo a morsi, nella pausa pranzo qui al computer. Oppure la sera nel letto tra il dormiveglia e il dormi totale. Ovunque con il mio smartphone (se tu sei affetto da smartphonite, tranquillo, che io ti batto…perché per quanto mi riguarda è diventato il naturale prolungamento della mano e non sto scherzando).

    Come vedi con questo tuo post ci tranquillizzi, ci fai sentire normali noi compari blogger che pubblichiamo ormai a sprazzi, un post a settimana (o di più, ormai nel mio caso). Perché il tempo vola, il tempo è tiranno, il tempo è danaro e soprattutto non c’è mai tempo per fare tutto. E siamo sempre di corsa e affannati, ma magari felici. Perché in fondo questi ritmi ce li siamo anche un po’ scelti.

    Quindi grazie per farci sentire parte di una grande famiglia, non ci fai sentire ‘alieni’ né poco rispettosi (ah si io a volte leggo i post con il cellulare anche mentre sono in bagno…ops va bene questo potevo non dirlo 😛 ). Siamo un po’ tutti nella stessa barca, tutti a modo diverso.

    E proprio ieri sognavo una conferenza a Tokio. Ma questa è una altra storia. Perché io non vedo l’ora di andarci in Giappone 🙂
    (e grazie anche a quel Marzio che dopotutto, ci sta pure simpatico)

    Buona giornata di corsa, Ian!

    • Compari blogger, siamo proprio noi!!
      Un po’ vorremmo più tempo, un po’ quando ne abbiamo siamo capaci come nessuno di buttarne via…
      Io per esempio ricordo un tuo commento a un mio post, un vecchio post, uno dei primi, che stavi pranzando e fuori pioveva. Piccole cose, piccoli flash, ma capita di pensarci, al volo, magari proprio a ora di pranzo.
      Strana famiglia di sconosciuti, ci ritroveremo prima o poi al manicomio come molto lucidamente profetizza Stefania, poco più sotto, e non saremo degli estranei, proprio no! 😉
      PS,
      un giorno di questa conferenza sognata a Tokyo me la racconti.

    • Mi andrebbe sempre. Solo che nella classifica delle priorità finisco per trovare sempre qualcosa di più… importante. Di più produttivo. Di meno dispersivo. Il guaio è questo.
      A volte, invece, è proprio assoluta necessità, urgenza, certo. Ma questo è un altro conto e ti capisco bene.

  5. Sembrava parlassi di me, cio intendo, non che sia mai andata in Giappone, per la verit ho un amico che potresti essere tu ma non credo, ti leggo troppo scattante, il mio amico un tipo caaaaaaaaaaaaaaaalmo, ma dicevo, la fretta, la sveglia, le corse il lavoro, il pranzo a singhiozzi in piedi e il tempo che sfugge e se anche lo frego al sonno non basta mai, le sento tutte cose anche mie!

    E il supermercato? Beh anch’io ne ho fatto un post e se l’ho intitolato “Pazza di spesa”, il motivo c’ credimi, anche se spesso ho la fortuna (fortuna, siamo sicuri?) di trovare la cassa libera

    E per non parlare di quando sto preparando la cena, ripulendo casa, rispondendo al telefono e mi sale l’ansia – anche un po’ di rabbia – perch non giusto, voglio finire di leggere un libro, scrivere un postino, leggere i vostri, il tuoi, commentarli come si deve, vorrei sistemare anche il blog. Devo accontentarmi del poco tempo che mi rimane, ma dopo tutto, dopo tutti, finalmente arrivano quei pochi minuti, che strappi al sonno o alle pause inutili. Poi per succede che metto le dita sulla tastiera per scrivere, non so, qualcosa da paura, di quella che ti fa venire i brividi e le sudorazioni quando leggi, e invece no porca puzzola, arriva lei, la pazza, quella che decide sempre come far muovere le parole e farti diventare qualcun’altro e ti esce un post come “Sostieni Alice” che la paura te la fa venire quando lo rileggi e ti rendi conto che non sei pi nemmeno padrona di te stessa. Ma poi leggo gli altri post, i vostri, il tuo e capisco che non sono sola. Che al manicomio ci ritroveremo insieme, e sar bellissimo perch non sarete degli estranei e sar come sentirmi a casa! 😉

    Il giorno 12 giugno 2013 23:25, Meglio tacere e passare per scemi che aprir

    • Fresco di lettura di “Sostieni Alice” ora sì che sono proprio sicuro che al manicomio ci manderanno insieme!!!
      Però allora vorrò, vorremo, fare i conti con la perfida pazza “che decide come far muovere le parole e farti diventare qualcun altro”, e che pure ti toglie il potere di essere te stesso, o magari… hmmm, che l’altro lato della perfidia sia… poter vedere piuttosto l’altra faccia di te stesso?
      Ora mi aspetta “Pazza di spesa“.
      Buon viaggio, compagni di viaggio 😉
      (PS linkati entrambi, meritano!)

    • Dimenticavo, chissà perché, la prima parte del tuo commento, buffo sarebbe davvero che io fossi il tuo amico!, sorta di doppia personalità, caaaaaaaaaaaaalmo di giorno, scattante la sera la notte o comunque davanti alla tastiera, ti lascio nel dubbio 😉

      • Che adesso mi fai venire il dubbio che non sei quel mio amico ma un altro che però non sapevo parlasse giapponese ma italiano molto bene. Mah, resto nel dubbio italiano/calmo di giorno e giapponese/scattante di notte… tanto poi risolvero’ il mistero in manicomio 😉

  6. ci mancavi anche tu….
    anche con questi post senza senso….
    anzi, sopratutto con questi post! 🙂

    per la sveglia ti frego…la mia ansia si sveglia cinque minuti prima della “maledetta”…e quando trilla sono già pronta a spegnerla……e sto già facendo sul soffitto i programmi della giornata…..
    e questo alle 6.30 eh!

    un abbraccio e non ci mollare. 😉

    • Se la tua ansia ti sveglia ogni mattina cinque minuti prima della “maledetta”, puntuale come un orologio svizzero, allora potrebbe essere la tua fortuna.
      Gli orologi svizzeri si vendono cari.
      😉

    • Questa del programma fitness è proprio azzeccata, sorta di esercizi anti invecchiamento cerebrale!
      Se alle casse mettessero dei mini racconti sarebbe finita… agli ovetti Kinder so ancora resistere, a ciò che ha forma rettangolare e delle pagine in mezzo proprio no, diverrei compulsivo.
      Oddio, se poi mi lavori alla Coop, allora ci sta anche… hmm… devo iniziare a guardarmi attorno? 😉

  7. Eheh la storia delle sveglie mi è familiare! Sono felice di non essere l’unica costretta a fare i salti mortali, a ridere in faccia a commesse o chi è in fila con me un po’ ovunque… Leggere un libro.. ahè… Già ti guardano storto quelli da studiare non appena ti avvicini a qualcosa di più piacevole, se ci riesci abbandoni il blog e la maggior parte delle volte finisco addormentata con il libro in mano xD

    • …e il giorno dopo ti tocca pure rileggere due o tre pagine indietro perché prima di cascare addormentata eri arrivata fin lì dove c’è il segnalibro… la matita… il dito rimasto fra le pagine… eppure… quelle righe… boh… lette? io? ma quando mai… forse leggevo e dormivo…
      PS finirà che ci guarderemo di sottecchi fra smartphonisti in fila alla cassa. Ehi… e se quella fosse Bloom2489… no… sarà Giulia… o magari… 😉

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