La studentessa nuda, Beethoven e youporn

L’altro giorno è apparso sul sito web di una testata giornalistica a diffusione nazionale la notizia che una studentessa avrebbe appeso un annuncio in una bacheca universitaria in cui si diceva disposta a vendere alcune sue foto in cambio di soldi con i quali, raggiunta una certa somma, avrebbe desiderato comprarsi un motorino.

Poniamo che questa ragazza, e questa notizia, siano vere (non ha nessuna importanza, qui, che lo siano davvero: facciamo finta di sì). E che quelle siano proprio foto hard, come decide chi scrive l’articolo e come accettano tutti coloro che più sotto commentano — nonostante in effetti nel testo dell’annuncio vi fosse soltanto una certa allusività, ma nulla di esplicito.

Fra i vari commenti apparsi in calce all’articolo, ve n’era uno che diceva sostanzialmente così: questa è fuori dai tempi, nessuno se la filerà all’epoca di youporn.

Per un attimo ho pensato una cosa strana: che avesse ragione. Ho cambiato idea abbastanza presto.

La studentessa vende un’immagine. Un’immagine del suo corpo. Un’immagine della bellezza del suo corpo. Fa leva su qualcosa che piace.
Anche un tramonto è qualcosa di bello. Anche un fiore piace. O una sinfonia di Beethoven.

Qui però c’è di più. Il suo corpo non è soltanto qualcosa che piace. È qualcosa che eccita. Qualcosa che genera un’attrazione diversa da quella di un tramonto. Un’attrazione di tipo erotico. Un’eccitazione sessuale.

La bellezza è qualcosa che sfugge a una definizione coerente, completa. Non a caso la si definisce, in modo soltanto apparentemente banale, ciò che piace.

Quando la bellezza, poi, si carica di emozioni, di sentimenti, di carica sensuale o erotica, si fa tutto maledettamente più complesso.

Junichiro Tanizaki adorava, del corpo di una donna, i piedi. Da quel suo tormento ha tratto immagini e romanzi splendidi. Haruki Murakami nasconde la sua ossessione per il sesso giocoso e adolescenziale dentro a trame complesse e avvincenti. Le sue storie ci tengono incollati alle pagine, le sue ossessioni fanno l’occhiolino alle nostre. E hanno venduto milioni di copie.

Youporn è forse quanto di più lontano ci possa essere da questa bellezza sensuale, da questo fascino erotico di un’intensità tormentosa, a volte dolorosa perfino. Un tramonto, un fiore, una sinfonia di Beethoven e forse anche l’idea di una studentessa con una storia, un io, una personalità dietro l’immagine sanno essere molto più intriganti di youporn.

25 pensieri su “La studentessa nuda, Beethoven e youporn

  1. Bello leggere questo post mentre sto leggendo un libro di Murakami (che adoro).
    E poi è molto più eccitante l’idea di fare l’amore davanti a un tramonto stupendo e con Beethoven in sottofondo, rispetto a un video di youporn.

  2. Tua, solo tua. Per un attimo, per uno scatto. Immortalata per un momento solo per te.
    Vende un illusione, un incanto, un sogno.
    Secondo me lo sbaglio in quel annuncio (vero o non vero che sia) è il motorino.
    Mi spiego.
    La studentessa svela il motivo, poteva lasciare la completa illusione al desiderio maschile.
    Non ci sa proprio fare…
    Io avrei fatto diversamente e oltre al motorino sarei riuscita a comprarmi qualcos’altro.
    E poi anche perchè io sono bella come un tramonto, un’orchidea, una sinfonia di Beethoven e molto altro…
    🙂

  3. Murakami mi piace tantissimo. Detto ciò, quella notizia era un falso costruito ad arte da Striscia la notizia, per vedere chi ci avrebbe marciato sopra. 😀
    Io comunque su Youporn non ci ho mai messo mouse.

    • Interessante. C’è (o c’era) anche una pagina web creata apposta, scrivevano nei commenti, che non mi sono preso la briga di visitare proprio perché vera o falsa che fosse la notizia non cambiava nulla per il tipo di “ragionamento” che provavo a ricamarci sopra.
      Sai com’è, mi piace spulciare fra le miserie, le vanità, le contraddizioni e le debolezze di quel fosco mistero che è il genere umano. Al riguardo, tendo ad avere delle idee un po’… scettiche, diciamo così. Cerco continuamente, dovunque posso, conferme o smentite.
      Nemmeno io ho mai visitato youporn. Ma là dentro, volenti o nolenti, ahimè c’è molto di noi. Noi come genere umano, dico. Dovessi farci un salto, per i motivi di cui sopra, sarebbe un salto senza timori né vergogna.

  4. “Nel momento in cui Myu le sfiorò i capelli, Sumire si innamorò di lei immediatamente. Fu questione di un attimo, come quando uno, attraversando un campo sconfinato, viene all’improvviso colpito da un fulmine………

    -Haruki Murakami, La ragazza dello Sputnik.
    Ecco un esempio dello scrittore che hai citato.
    Sono d’accordo con te, nonostante la mia ottica di donna, esistono, per esempio, situazioni, atmosfere, momenti inattesi, musiche, l’infrangersi delle onde sugli scogli, le foglie gialle che svolazzano nel viale in autunno…….. “molto più intriganti di youporn.”

  5. In un mondo effimero dove tutto è mercificato, credo che quella notizia sia una non-notizia.
    Diciamo che la bella studentessa gioca a rimpiattino con la stupidità maschile, che pur di vedere una presunta foto hard sarebbe disposto a spendere dei soldi.

    • La domanda successiva è: questo è necessariamente un male e/o qualcosa di condannabile? Domanda sincera.
      PS vero, i siti web di tante testate giornalistiche “autorevoli” sono ahimè pieni di “non-notizie”…

      • Mi piacciono le risposte autentiche, dopotutto l’essenza di questi post un po’ provocatori è proprio questa, scambio di idee. Se tutti i commenti fossero “post fantastico bravo bravissimo punto” avrei (forse) già smesso di scrivere.

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