NippoPill© Il Diavolo e l’acqua santa

Gode di una certa fama in Italia e non solo l’immagine stereotipata ma non troppo del turista giapponese che fotografa, fotografa, fotografa ogni cosa, anche la più banale.

Ammetto, c’è del vero in questa immagine. Ma vorrei mettervi alla prova a parti invertite. Vorrei cioè vedere voi (voglio dire noi, stranieri in terra nipponica). Con una macchina fotografica in mano e il Giappone a disposizione. Non solo e non tanto il Giappone dei ciliegi, dei templi, degli aceri rossi. Ma il Giappone di ogni giorno.

Ci sono cose le più incredibili. Ti capita di fare foto nei posti e alle cose più impensabili. Ultimamente è pure più divertente perché penso, questa è per il blog.

I lineamenti occidentali sono una fortuna.
Fotografare un’anonima fermata di autobus. O un cestino della spazzatura. O il parcheggio di un centro commerciale. O un cartello della metropolitana. O i cetrioli al supermercato. Tutte cose che a un giapponese normale non verrebbe mai in mente di fare. Di più: cose che troverebbe sconvenienti.
I lineamenti occidentali, invece, ti permettono di farle senza essere considerato (granché) stravagante. Ti vedono, fanno finta di niente, ti lasciano fare. Penseranno che sei strano (e tanto lo sei di necessità).

Vi ricorda qualcosa? Che forse anche in Giappone goda di una certa fama l’immagine del turista straniero che fotografa, fotografa, fotografa…?

La mitica A112 beccata in questa foto, parcheggiata davanti all’ingresso di un tempio buddista nel centro di Kyoto, con gli scivoli di ferro per arrampicarsi sopra i gradini dell’entrata (da cui peraltro si accede soltanto a una zona a traffico super-limitato mercato pubblico permanente) è un po’ una sintesi di quel certo strano quid giapponese che faticherò sempre a capire eppure mi affascina.

 

PS
In arrivo Nippopill© su ristoranti, parcheggi e, soprattutto, servizi igienici pubblici. Un saluto e un grazie alla spicciolata di fan sparsi per il mondo cui questo post un po’ cotto dal jet lag è dedicato 😉

16 pensieri su “NippoPill© Il Diavolo e l’acqua santa

  1. E’ proprio vero quello che scrivi. Quando sono stata a Dublino sono riuscita a fotografare un tombino e le avvertenze prima delle strisce pedonali!!! D’altronde perchè preoccuparsi se ti considerano un po’ stravagante. Sarebbe molto peggio rientrare a casa e pentirsi delle foto non fatte…Buona serata

  2. Sono molto scettica sul fatto che un giapponese non farebbe fotografie ad un cetriolo, non credo che tu abbia mai visto turisti nipponici in azione : guanti e cappellini e ombrellini per difendersi dal sole, fotografano pure i biglietti del treno e degli autobus ……………e anche noi facciamo finta di niente.
    Ciononostante anch’io sono affascinata da quel ” strano quid giapponese che faticherò sempre a capire”

  3. Avevo un presentimento avresti postato una NippoPil haha! Vedi, sono cose che del Giappone non racconta nessuno, e per di più sono viste con i tuoi occhi, e quindi a maggior ragione…! Spesso faccio io la parte del turista giapponese ovunque vada e si penseranno che sono strana… per fortuna 😀

    • Infatti è proprio questo che mi delizia nei racconti di viaggio, la vita spicciola di ogni giorno, i dettagli che non saliranno (quasi) mai all’onore della cronaca di una guida turistica…

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