Scrivi l’anima

L’anima non esiste.

Scrivo del nulla.

L’anima è tutto ciò che siamo.

Scrivo dell’intera esistenza.

L’anima è il nostro cervello.

Scrivo di reazioni chimiche.

L’anima non ha senso.

Scrivo l’insensato.

L’anima un giorno si spegne.

Scrivo l’effimero.

*

L’anima cresce, e crescendo si apre. Si guarda attorno in cerca d’altre se stesse.

*

L’anima è una pellicola delicata. Soffre la luce.

L’anima è come la guerra. Fa vittime innocenti.

*

Ci sono anime che giocano. Anime che s’incontrano per caso. Anime che si riconoscono, si sfiorano, si toccano. Si aggrappano.

Corro a trovare un’anima che gioca con me. Un’anima gatta.

Ecco. Sul treno è appena salita una donna. Ha in mano una gabbietta. C’è dentro una gatta. Lei lo chiamerebbe, destino.

Vita, esperienze, anni: questo le davo. Un’altra vita: non certo la mia.
Vita vera, aspra. Non la mia, più comoda e dolciastra. E non m’ingannavo.
Altre esperienze: ruvide, amare, perfino cattive. Non le mie, più lievi, brumose. E non m’ingannavo.
Un’altra età, non la mia. E qui, invece, sbagliavo.

*

Di saper cogliere il sapore graffiante della verità, di farne parole e sbatterlo fuori senza paura, questo le ammiravo.

La temevo, addirittura.

Poi, piano piano.

Una parola qui, una parola là.

Un segno, un respiro.
Un velo che si scosta.
Quella fragilità. Certo ben nascosta.

Entusiasmo. Non represso.

Vecchie paure.

Saggezza, a volte amara. E piedi ben piantati a terra.

Voglia di sapere, di guardare, di capire.

Voglia di provare.

Voglia di buone cose. Mai troppe.

Mai.

E quel certo che di follia.

*

Non esiste.

È tutto ciò che siamo.

È il nostro cervello.

Non ha senso.

Si spegne.

Eppure siamo qui.

*

(primavera 2013, con dedica)

15 pensieri su “Scrivi l’anima

  1. …Anime che si riconoscono, si sfiorano, si toccano. …
    …in quel nulla che io ho vissuto semplicemente come un luogo senza spazio e senza tempo in cui ci si incontra senza separazione, come un’unica anima….Se non l’hai provato non lo puoi spiegare perchè non ci sono parole per farlo, se l’altro lo ha provato non serve spiegare perchè sa già di cosa stai parlando. Basta il silenzio e uno sguardo.
    Bellissimo post, Ian

    • Grazie!
      Sì, l’ho scritta di getto sei mesi fa su un treno, a meno di un giro di lancetta dalla stazione di arrivo, doveva essere pronta prima di scendere. Il bello è che il tema era stato proposto qualche minuto prima da una persona terza, e che ero convinto di non avere assolutamente nulla da scrivere al riguardo. Con la testa completamente vuota e senza troppe speranze mi sono messo a buttar giù qualcosa, ed ecco qui.
      Una curiosità anche per me: come sei finito da queste parti?

      • Mi piace molto davvero. Guarda avrai notato che dopo il commento c’é una firma, questo perché siamo più di una persona a gestire il blog. Il mio amico ti stava già seguendo, quindi non so bene come sia finito da queste parti, ti faró sapere.
        Io appena ho letto questa tua riflessione mi é piaciuta ed ho commentato!:)

        -Ernesto-

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