13. Tu veramente sciocco dottore

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Dottore, piacere, mio nome Zoja, vuoi sapere cognome? ah, tu non pronunci mio cognome, nessuno capace di pronunciare mio cognome qui, A-zhi-ke-lya-mo-va, prova dottore, vedi nessuno, nessuno capace, dottore, cosa fai tu qui, vieni a trovare me, dove vieni tu?, ah, tu oncologo, brutto brutto lavoro cosa hai fatto oncologo dottore tu così giovanotto butti via tua vita a fare oncologo, dovevi fare giocatore basket, mio figlio giocato basket fino squadra nazionale, poi fatto male a ginocchio, tu invece fai oncologo, tu proprio sciocco, io? come vado io? io bene, io vado bene, cioè, sai dottore, entrata qui che mica tanto bene, c’è tosse da tanti mesi, che pensavo, qua sputo fuori mio polmone che poi figlia di signora deve prendere mio polmone se no cane di signora si mangia polmone, signora ha cane che mangia tutto dottore, poi una mattina figlia di signora chiama ambulanza perché io non respiro più, loro porta qui, e qui dottori come te fatto qualcosa, infilato ago dentro schiena, sai, bucata come gioco che tiri freccia su muro, io come muro, dottore fatto anche disegno su mia schiena e sì, poi stata meglio, ma non mi manda a casa, io ancora qui, e nessuno dice niente, come? sì sì io smesso di fumare, due anni fa, sai dottore, vieni qui vicino, tuo orecchio, ma senti dottore, cosa succede qua, scappato via amico Fritz?, io avuto dieci anni fa problema di seno, guarda qui, guarda qui che seno non c’è più, destra, sinistra, niente, dieci anni fa, capito dottore, tu dici davvero che adesso questo amico Fritz di seno andato miei polmoni?, ma tu credi, lui, cellula piccola così!, tu vedi queste due dita, vedi, piccola così!, e io così grande, ma vuoi che mi frega cellula così, ah no dottore lui non frega me, io frego amico Fritz, e tu dici che adesso tante cellule, anche ossa tu dici dottore?, come fa cellula andare ossa, cellulina così piccola da entrare ossa? non è possibile entrare ossa, ma se cellule piccole così, io schiaccio tutte, perché decide Zoja quando muore, sai dottore, leonessa io, 27 luglio nata, ecco, scrivi giornata, valigie io faccio 27 luglio 2055, cento anni, quel giorno io pronta per andare via, quel giorno miei figli fanno grande torta, io tiro fiato per soffiare cento, quelle cose di compleanno, io soffio cento candeline, e via, va giù mia faccia su torta, e morta, e quel giorno allora va bene che io morta, e quindi cosa facciamo dottore, c’è cura per questo amico Fritz, prendo qualche medicina se tu mi dai, io faccio quello che dici perché tu invece di fare giocatore di basket tu studiato bene questa cosa di tumore, ma se tu studiato bene perché io avere ancora, tu devi schiacciare cellulina di leonessa, anche osso, che io ho nipote che deve vedere nonna, dottore, apri cassetto, prendi foto di nipote, guarda guarda piccolina sembra nonna vero?, sicuro io adesso diventata brutta ma se tu vedevi dottore quando leonessa giovane, guarda bambina, questa lei adesso casa mia, io mai vista nipote, io adesso prendere medicina perché voglio vedere nipote, ma senti dottore, c’è domanda importante per te, vado a rifarmi tette prima di crepare? sai io devo rifare tette già tre volte, una volta no perché febbre, una volta no perché rotto qualcosa di sala operatoria, terza volta non mi ricordo perché, e intanto qua io senza tette, ma io prossima estate voglio andare spiaggia con tette nuove, tette belle, io terza eh?, tu prometti tette nuove?, ma aspetta, tu veramente dottore? perché io già visto te, io visto te in televisione, io sicura, stessa faccia di attore, tu dire balle dottore, tu sei di televisione, tu dici veramente che fai oncologo?, allora tu sbagliato tutto dottore, perché così sciocco dottore, tu se vuoi io parlo con figlio che conosce amica che fa attore, tu non vuoi fare attore? non vuoi? tu sciocco, tu veramente sciocco, dottore.

17 pensieri su “13. Tu veramente sciocco dottore

  1. Sai che non mi piace questo tipo di scrittura, ma anche qui, se c’è una cosa che adoro, è che è tutta un’immagine unica. E me la vedo una scena così trasformata in un video, in un piccolo corto senza troppe preteste ma che ti investe in pieno. Un po’ come il cane che si mangia il polmone e poi forse ne vorrebbe ancora di più.

    • Ok. Deciso. Entro i nostri cent’anni io avrò pubblicato almeno un libro: e tu ne avrai fatto almeno un corto. Senza pretese. E magari un po’ prima dei cento tuoi. Per ovvi motivi :b

    • Da un po’ in qua mi si addice di più il comico. Che fortuna.
      Come dicevo, trovo adorabili queste persone. Sono loro che ti trascinano. Dovevi vedere la vicina di letto. Sono entrato che era orizzontale, dormiva o faceva finta in un modo che non mi piaceva per niente. Quando sono uscito era seduta sul bordo del letto, piegata in avanti che tratteneva le risate. Anche lei.

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