Che succede al vaccino antinfluenzale?

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È di questi giorni la notizia di un possibile legame fra un vaccino antinfluenzale e alcune morti.

Maneggiare queste informazioni richiede sempre tanta attenzione, tanta pazienza, tanta cautela. Occorre accettare che in medicina, e più in generale nella scienza, non esistono (quasi) mai certezze, (quasi) mai verità indiscusse, precostituite (“per quelle, rivolgersi agli sportelli di culto”, leggevo questo pomeriggio in un bel libro che sfogliavo in libreria). Chi vende certezze molto spesso ignora l’argomento di cui parla. Oppure lo semplifica, lo distorce artificiosamente, o ha degli interessi di parte da difendere, interessi che nasconde sfruttando la non-conoscenza nell’argomento del grande pubblico.
Nella scienza, l’incertezza è la regola. È quasi paradossale, lo so, ma là dove maggiore è il rigore, maggiore è l’incertezza.

Un’altra cosa che in casi come questi trovo molto importante è saper pesare correttamente i numeri, le informazioni. A dire, che significa “morte cento persone”, “morte mille persone”, quanto pesano quei numeri. Cento morti su centoventi persone è una strage, mille morti su sei miliardi son noccioline, una manciata di persone che passano serenamente a miglior vita nel tempo in cui io e voi ci facciamo una dormita.

Dare i numeri, insomma, è anche contestualizzare, capire se parliamo di grammi, di chilogrammi, di tonnellate. Che non è esattamente la stessa cosa.

Riassumiamo
La notizia di ieri è che si sono verificati alcuni casi di morte improvvisa fra persone che avevano ricevuto di recente una vaccinazione antinfluenzale. Da quel che mi è dato sapere spulciando fra siti il più possibile autorevoli, si trattava di tre persone anziane affette da quelle che in medicina chiamiamo “comorbidità”, a dire, persone che avevano altre patologie tipo, ad esempio, malattie di cuore, polmonari, renali: e dunque dei fattori di rischio.
Era stato emesso, ieri, un divieto precauzionale di utilizzo di due lotti di vaccini coinvolti in questi casi.

Alle tre segnalazioni pervenute fino a ieri se ne sono aggiunte, oggi, altre otto. L’ultimo comunicato dell’AIFA di stasera, 28 novembre, alle 20 dice che:

  • ci sono al momento undici segnalazioni di decessi di persone alle quali nei giorni precedenti è stata somministrata una dose di vaccino; undici, badate bene, su oltre 4 milioni di dosi autorizzate alla vendita;
  • queste otto segnalazioni che si sono aggiunte nella giornata di oggi sono segnalazioni di morti verificatisi nei giorni scorsi e che quindi “potrebbero essere in parte ricondotti all’impatto mediatico” della notizia di ieri sulla popolazione e “all’acuita sensibilità stimolata nei cittadini e negli operatori sanitari”;
  • le segnalazioni provengono da lotti diversi da quelli di cui si era emesso il divieto di vendita (una notizia potenzialmente positiva perché, in teoria, diminuisce la probabilità di correlazione diretta fra il vaccino e la morte di queste persone, dice il direttore generale dell’AIFA);
  • non è possibile in questo momento affermare che vi sia una relazione diretta fra la somministrazione del vaccino e le morti riportate.

A dire: ci sono state delle segnalazioni, dei sospetti, ancora non confermati, ancora non sicuri, in numeri molto piccoli rispetto all’enorme diffusione della vaccinazione, in lotti diversi; continuiamo a raccogliere le segnalazioni, sono in corso le indagini. Punto. Mi sembra un comunicato chiaro, coerente. Prudente e razionale. I fatti sono questi, le ipotesi sono queste, stiamo cercando di capire.

Cosa succederà i prossimi giorni
Non ho la sfera di cristallo, com’è ovvio. Mi aspetto che le segnalazioni aumentino, e che le indagini di tossicologia (lo studio degli effetti di droghe, veleni o farmaci sugli organismi) inizino a orientare le ipotesi.

Chiudo con due precisazioni e un numero. In barba a quello che diciamo un po’ tutti per abitudine, la tosse e il raffreddore con due linee di febbre durante l’inverno, non è l’influenza. L’influenza è una malattia un pochettino più seria, una malattia virale, cioè causata da un virus, una malattia di cui si fa quasi sempre diagnosi di presunzione (cioè dici “questa potrebbe essere l’influenza”, ma la certezza ce l’hai solo isolando il virus dallo sputo della persona ammalata – vedete, altro caso di “maggior rigore > maggiore incertezza”), una malattia che ti mette a letto per più giorni, con febbre alta, e soprattutto con la possibilità di darti complicanze severe, gravi se sei anziano, cardiopatico, diabetico, oppure se hai qualche malattia cronica, polmonare, del fegato, dei reni. In Italia, ogni anno, le persone morte per complicanze riconducibili all’influenza sono circa ottomila (dati del ministero della salute). Ottomila.

A fronte di questi numeri, se sia opportuno o meno proseguire con la campagna vaccinale credo sia abbastanza evidente a ciascuno di noi.

Questo post è stato scritto sul Milano-Udine delle 18.35.

10 pensieri su “Che succede al vaccino antinfluenzale?

  1. Pingback: 23.12.2014 | IAN SAIIN

    • Certo, non me lo auguro neanche io e sarei ben felice di sbagliarmi.
      Più chiarezza facciamo, con più razionalità affrontiamo queste cose, meno saremo alla mercè di chi ci inevitabilmente ci speculerà sopra.
      Grazie a te del commento!

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