Le migliori altezze del pensiero occidentale

La rete fa dell’ironia sul tweet della Santanchè che voleva scrivere “che origini hanno i piloti dell’Airbus caduto???” e invece ha scritto “che origini hanno i piloti dell’autobus caduto???”

Il refuso da correttore automatico fa notizia, passa in secondo piano quanto gretto e spregevole sia il pensiero. Ma di che meravigliarsi, alla barbarie gratuita siamo ormai abituati, assuefatti. Forse è pure giusto così, ignorare. A furia di sentirsi inascoltati, chissà, smetteranno di gridare. Ho i miei dubbi, ma che importa.

Mi piacerebbe andasse lei a indagare le origini di quei piloti, a sporcarsi le mani fra alberi genealogici e registri ecclesiastici. Le basterebbe accanirsi su uno solo visto che l’altro, pare, ha tentato di sfondare la porta per riprendere in mano l’aereo e quindi era un buono, un eroe, uno dei nostri. Le origini dei buoni non ci interessano.

Non avrà da disturbarsi, altri spulceranno per lei. Lo troveranno “pulito”, ma che importa, lei avrà già cambiato tema, cambiato canale, cambiato tweet. Solo i nemici (e gli stupidi) non cambiano mai.

24 pensieri su “Le migliori altezze del pensiero occidentale

  1. Appartengo al gruppo di twitteri che ha criticato (non deriso) la Santanché e non per il refuso ma per il contenuto che non ho paura a definire profondamente cattivo. Ha davvero urtato la mia sensibilità, come molti tweet e post di Salvini. Cito nomi e cognomi perché non approvo chi lancia il sasso e nasconde la mano; Twitter strabocca di questa ipocrisia.
    Era ed è così importante conoscere la nazionalità di questo pilota o comunque di chiunque commetta fatti criminosi? Un marocchino che investe con l’auto e uccide una donna (fatto di qualche tempo fa) è sotto il loro attacco mediatico mentre un milanese (fatto di questi giorni) che con stessa dinamica travolge una persona e scappa merita il loro silenzio?
    La faziosità investe anche la sfera della sensibilità e sfrutta le reazioni di pancia della gente che non si accorge nemmeno di essere usata. Questo è a mio avviso il vero dramma. Il refuso non è nel tweet, è altrove … spero sia chiaro il riferimento. Chissà se Santanché l’ha capito quando gliel’ho scritto.
    Quello che mi spaventa, sinceramente, non è certa politica (non mi permetterei mai di contestare le scelte altrui) ma la mancanza di cultura e la malafede che la nutre.
    Chiedo scusa per il “papiro” ma su questo argomento potrei continuare per ore …
    Ciao Ian. 😊
    Primula

    • Ti esprimi benissimo e ho da imparare da questo commento.
      Aggiungo un particolare, sull’aereo fatto schiantare da un tedesco c’era una coppia di tunisini e un uomo di nazionalità turca, allora come la mettiamo?
      Mi fermo qui per evidenti ragioni di decenza.

  2. Lascio una mia citazione (è mia mi raccomando, guai a chi me la ruba)

    “Quel che appare svanisce in profondità”

    C’è chi si ferma in superficie come quella lì, se ne sono tanti purtroppo, così tanti che a volte non ci facciamo più caso.

    • Quella persona lì chissà cosa pensa davvero – forse in questo caso pensa esattamente quello che ha detto, ma credo che non sempre, anzi poche volte dica davvero quello che pensa. Di sicuro ha pance da grattare, istinti primitivi da nutrire, folle da scaldare, in definitiva, voti da andarsi a conquistare. E come tutti gli analisti politici insegnano, in voti non si conquistano argomentando, ma aizzando emozioni. Purtroppo.

  3. Uso sbagliato di Twitter… l’aver poche parole per esprimere un concetto fa si che si sparino ad effetto o che ci si spieghi male. Un pensiero già di suo superficiale, poi condensato, mettici che non ha riletto prima di inviare… tanta leggerezza è triste, davvero

    • Io ci vedo anche molto calcolo politico, astuzia in un tweet come quello, in una persona come quella. Per questo fa anche più male, per la cattiveria scientifica che c’è dietro.

  4. E’ il voler sempre dire, sempre sul pezzo, sempre pronti a criticare. Non si riflette più, si pigiano i tasti e invio: la propria inutilità è condivisa con il mondo.
    Dobbiamo fermarci.
    E fare cuore dentro di noi, silenzio e respiro prima di dire. E forse, il più delle volte, non dire per nulla.
    Buona serata Ian.

    • La propria inutilità è condivisa con il mondo, rende benissimo l’idea.
      L’altro giorno ho sentito che un giornale, immediatamente dopo la tragedia, ha titolato “Schettinen”.
      Ti sembra ironia questa? A me questo sembra un modo gratuito, stupido, di fomentare ostilità e odio. Non voglio sembrare Cassandra ma è da questi germogli che nascono le guerre mondiali.

  5. Che i politici siano sempre attaccati a Twitter mi urta; che la Santanché abbia accesso a tutti questi sistemi (Twitter, Facebook, TV in diretta, radio ecc.) senza filtro mi spaventa: avrebbe sempre bisogno che un Amministratore le moderasse i commenti 😀
    E non è l’unico politico che necessiterebbe di moderazione…

    • Lo penso anch’io. E paradossalmente penso che più che agli esponenti politici, che già parlavano e straparlavano a fiume in piena su TV e giornali, e continueranno a farlo, twitter e facebook hanno dato la parola (e la stura) a migliaia di altri personaggi minori che con la scusa dell’anonimato si sentono in dovere (soprattutto, in diritto!! quale abuso della parola diritti in questi anni!) di dire la loro su tutto e che la loro chiacchiera da bar valga quanto il pensiero, che so, di un nobel, solo perché tu e il nobel avete entrambi un account twitter e quindi siete alla pari, o no?
      Che poi se ci pensi: personaggio minore, che si nasconde dietro l’anonimato, che dice la sua su tutto, è proprio la mia descrizione, dovrei tacere anch’io!
      Ci rifletto 😉

      • Che poi è anche la mia descrizione 😀
        Tutto sommato, però, io dico la mia opinione e non faccio proseliti né indirizzo pensieri: sono una signora nessuno (e scusa per la signora!) che parla (o straparla) nel deserto. La signora Santanché (e scusa per la signora!) quando parla viene poi amplificata dai media e, benché raccapricciante, indirizza idee e pensieri, fa proseliti.
        Una differenza c’è.
        I personaggi pubblici non possono aprir bocca e dar fiato, come si dice dalle mie parti, perché hanno influenza e hanno ruoli istituzionali.
        Santanché potrebbe aprire un blog e, anonimamente, spargere le sue opinioni nel vento…

        • È che se aprisse un blog anonimo non se la filerebbe nessuno… chi glielo fa fare, se mettendoci la faccia le basta un battito di ciglio per scatenare una folla.
          E poi: sarebbe capace il suo ego di resistere anche solo qualche giorno legato, schiacciato, soffocato dalla clausura dell’anonimato? Credo che persone così hanno bisogno di apparire come dell’aria.

  6. A volte penso che forse, essere assuefatta alle barbarie gratuite, potrebbe essere un bene. Ma il mio sistema non è d’accordo e mi trovo quotidianamente ad inorridire di fronte alle imbecillità twittate dai nostri governanti…e non si tratta dei refusi…
    Bentornato Ian 🙂

    • Io, che anche avrei voglia di informarmi, seguire, aggiornarmi, farmi un’idea, ho proprio periodi di rigetto in cui mi tengo alla larga dai giornali e dalla televisione, proprio non ce la faccio. Mi chiedo, è la politica che in qualche modo coltiva e seleziona il marcio, cioè devi nascere bacato (furbo e insieme falso, pieno di sicurezze e arroganza) per far strada lì? Oppure è solo un normale prodotto della società, e chiunque (anche me e te) se finissimo in quelle stanze finiremmo per perdere i contatti e ingoiare qualche rotella e ragionare a quel modo?

      • Tranne un po’ di radio, le informazioni le leggo dalla rete scegliendo le notizie. Non ho più la tv da almeno 20 anni e le rare volte che mi capita di vedere un tg mi accorgo che non ho più la pazienza di sorbire notizie infarcite di falsa e gratuita tragicità o di imbecillità utili solo a fare audience.
        La politica è un sistema e come tutti i sistemi ha le sue regole e la sua forma mentis. Temo che, se anche una persona si dà alla politica perchè crede nella possibilità di cambiare le cose, per arrivare a certi livelli si deve adeguare al sistema. E l’impressione che dà il nostro sistema politico è di essere marcio dentro. E non penso che sia solo un’impressione…

        • Condivido. Ho notato la stessa cosa per i TG, le volte che in casa altrui trovo acceso, un fastidio profondo. Tollero ancora solo tgLa7 e qualche RaiNews24.
          Sull’adeguarsi al sistema lo sperimento anche io nel mio lavoro. Viviamo nel mondo, non nei sogni. Puoi tenere la testa dritta finché vuoi ma il mondo non si cambia e a certi compromessi devi scendere ed è meglio impararlo in fretta.
          Credo infine che il marciume sia endemico, connaturato a tutti i sistemi politici, di ogni epoca e luogo, e le differenze siano solo dettagli.
          Non per tutto ciò mi sento per forza pessimista né voglio fare di tutto una tragedia. Siamo fatti così, diceva quel vecchio cartone animato – uno dei pochi che mi era permesso guardare… e hai visto com’è finita 😉

          • Quel cartone lo guardavo anch’io!!!! E quanto mi piaceva…Poi ho buttato la tv e La7 non esisteva ancora o era una piccola tv locale 🙂
            Ho sperimentato anch’io, con il lavoro precedente nell’amministrazione pubblica, come giorno dopo giorno si insinuava dentro di me quella modalità di lavoro e sotto certi aspetti era devastante. Per fortuna avevo anche dei colleghi che si davano da fare per portare avanti i lavori, ma a prescindere da questi, era proprio il sistema che ti plasmava e non proprio in positivo.
            Non conosco le realtà di altri paesi e quindi mi sono riferita all’Italia, ma credo che tu abbia ragione. Ognuno ha il suo marciume con le sue sfumature… 🙂

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