Cosa (non) può mancare in un matrimonio giapponese

Ci confondiamo con i pochi turisti della domenica mattina di un piccolo tempio scintoista nella zona nord di Kyoto. Kamigamo jinja. Pioviggina. Camminiamo sulla ghiaia bagnata, sto attento a non sporcarmi le scarpe nere, nuove. Fa freddo. Ho in tasca una cuffia e in mente ricordi di foto venute coi capelli per aria, per colpa…

Restyling

Ho rimesso un po’ a posto il blog. Succede sempre così, dopo la fine di un progetto qual è stato di recente Un mese poi taccio. Ti fermi, tiri fiato, fai due valutazioni. Vuoi o no tiri una riga, vai a capo e guardi avanti. Fra poco è febbraio, fra poco saranno due anni che…

NippoPill© Il Diavolo e l’acqua santa

Gode di una certa fama in Italia e non solo l’immagine stereotipata ma non troppo del turista giapponese che fotografa, fotografa, fotografa ogni cosa, anche la più banale. Ammetto, c’è del vero in questa immagine. Ma vorrei mettervi alla prova a parti invertite. Vorrei cioè vedere voi (voglio dire noi, stranieri in terra nipponica).

NippoPill© NippoElettronica 2.0

Chiudete gli occhi e pensate al più grande negozio di elettronica che conoscete. Fatto? Ok. Adesso moltiplicatelo per sette o otto piani. Collegateli con quattro scale mobili (due in salita e due in discesa) per ciascuno dei due lati dell’edificio e con altrettanti ascensori. Aggiungete il nono e il decimo piano di parcheggi, l’undicesimo e…

NippoPill© Le 3.30 del mattino

Del Giappone dei templi shinto o buddisti, dei grattacieli e dell’elettronica se ne trova in abbondanza nelle guide turistiche. A me interessa più quello che lì non si trova. La banalità del gesto quotidiano, l’apparente monotonia dell’abitudine, il visto-così-tante-volte-da-non-essere-più-visto.

NippoPill©

Sul treno dall’aeroporto di Osaka alla stazione centrale di Kyoto, tutto preso dall’emozione spicciola d’essere di nuovo qui, mi era uscito un pezzaccio super melenso che solo la stanchezza, il sonno e l’idea di darci un’ancorché minima ultima revisione mi aveva evitato di postare all’istante, come peraltro il mio delirium publicationis avrebbe tanto, ma tanto…