NippoPill© NippoElettronica 2.0

Chiudete gli occhi e pensate al più grande negozio di elettronica che conoscete. Fatto? Ok. Adesso moltiplicatelo per sette o otto piani. Collegateli con quattro scale mobili (due in salita e due in discesa) per ciascuno dei due lati dell’edificio e con altrettanti ascensori. Aggiungete il nono e il decimo piano di parcheggi, l’undicesimo e…

NippoPill© Le 3.30 del mattino

Del Giappone dei templi shinto o buddisti, dei grattacieli e dell’elettronica se ne trova in abbondanza nelle guide turistiche. A me interessa più quello che lì non si trova. La banalità del gesto quotidiano, l’apparente monotonia dell’abitudine, il visto-così-tante-volte-da-non-essere-più-visto.

NippoPill©

Sul treno dall’aeroporto di Osaka alla stazione centrale di Kyoto, tutto preso dall’emozione spicciola d’essere di nuovo qui, mi era uscito un pezzaccio super melenso che solo la stanchezza, il sonno e l’idea di darci un’ancorché minima ultima revisione mi aveva evitato di postare all’istante, come peraltro il mio delirium publicationis avrebbe tanto, ma tanto…

Com’è andata poi quaggiù

L’aeroporto di Osaka. Sì, proprio lui, quello progettato da Renzo Piano (non vi dico il pizzico di orgoglio tutto italiano ogni volta che ci passo) e costruito sul mare. È collegato alla terraferma da un ponte di tre chilometri che qui non si vede e parte dall’angolino in basso a sinistra.

Cosa mi è tornato in mente lassù

Ragazzi, scrivervi da qui, dall’aereo voglio dire… quel rituale di alzarsi e clic, aprire lo sportello, cercare lo zaino, infilarci una mano in quella maniera studiata, lenta e pensosa… tastare qua e là, scovare la custodia, estrarla… e poi clang, richiudere lo sportello, sedersi… zip, ziiiip, zip la cerniera… e finalmente estrarne il computer… aprirlo……