12. All’assalto di Gergovia

“Scusa l’ora.” “Che c’è.” “Non ci sei da due giorni.” “Mbè?” “Sei ricoverato?” Sbuffa. “Chi ha messo in giro questa cosa?”, dice. Non parla, sembra che mi voglia dire qualcosa. “Tu la devi finire di credere a ogni puttanata che dicono,” dice invece. “Va bene,” dico, poco convinto. “Però sento rumori.” “Che rumori senti.” “Rumori…

7. Senza quasi, dottore

Funziona che in ambulatorio abbiamo il computer, e dal computer accedi alle cartelle dei pazienti, e di alcune persone che vengono ogni settimana a fare la terapia trovi in memoria sul computer le visite della settimana precedente, e a te tocca aggiornarle volta per volta, con le novità di quegli ultimi sette giorni. Due del…

NippoPill©

Sul treno dall’aeroporto di Osaka alla stazione centrale di Kyoto, tutto preso dall’emozione spicciola d’essere di nuovo qui, mi era uscito un pezzaccio super melenso che solo la stanchezza, il sonno e l’idea di darci un’ancorché minima ultima revisione mi aveva evitato di postare all’istante, come peraltro il mio delirium publicationis avrebbe tanto, ma tanto…

Giochi di carta per bambini

Nel polveroso disimpegno dietro i bagni della scuola custodivano i palloni del centro estivo, le chiavi le aveva un uomo in pantaloncini corti e canottiera a chiazze che chiamavamo il pancione, e quando erano le quattro del pomeriggio a noi bambini ci faceva sedere in cerchio e allungare le mani come se aspettassimo la comunione,…

Una volta ogni trent’anni

Ho sempre avuto la mania di conservare tutto. La carta in modo particolare. Tutto ciò su cui fosse scritto qualcosa. Le cose più insignificanti. Scontrini, schedine, liste della spesa, quaderni, biglietti del cinema, dell’autobus, appunti, calendari, ritagli di giornale, brutte copie, riviste, fogli e foglietti di tutti i tipi.

Dall’altra parte del mondo

Succede tre anni fa, più o meno di questi tempi (in realtà più tardi: era novembre. Mi frega sempre che fuori era estate, nonostante fosse novembre). Ero dall’altra parte del mondo, ecco perché. No, non in Giappone. A sud. Nel continente dell’America del Sud. Novembre. Faceva caldo come ne fa ora da noi. O addirittura…

Strumenti a fiato

A tredici anni mi innamoro di una ragazzina coi capelli corti e ricci. Mia coetanea, o quasi. Io frequento la terza, lei la seconda. Dicono abbia già un ragazzo, quasi maggiorenne. Dicono ci abbia fatto del sesso. Dicono. Occhio platonico ma mente fervida, la mia. La guardo da lontano, a ricreazione, all’uscita da scuola. Non…

Bohumil Hrabal

Quando entrai e mi chiesero cosa desiderassi, io dissi che volevo cenare e subito aggiunsi, però in un separé, e quando mi chiesero con chi, io indicai una biondina e anche quella volta ero innamorato di quella ragazza dai capelli chiari, fu addirittura più bello della prima volta, sebbene quella prima volta fosse stata indimenticabile.…